mercoledì 3 giugno 2009

Citazione Raniero Regni


Sia Enrico che Emanuela hanno citato Raniero Regni, nostro prof. di Politiche della Formazione.

Voglio citarlo anch'io su alcuni passaggi che mi pare si sposino con il pensiero di Andreas espresso in "Coltivare le Connessioni".



(...) questa consapevolezza (del pensiero sistemico) doveva essere già
chiara con la fisica quantistica, perchè le particelle subatomiche non sono cose, ma interconnessioni fra cose. (...) Anche Internet non è una cosa, non è
un'entità e non è neanche un'organizzazione, ma è semplicemente la rete di tutti i computer interconnessi (dietro ogni computer c'è una persona). La rete delle reti richiama la rete della vita. Ogni nodo, se ingrandito, si mostra esso stesso una rete, così come accade per la trama della vita. Questo nuovo paradigma evolutivo e della complessità ci invita a pensare in termini di connessione, relazione e contesto. (...) Che la vita sia fondalmentalmente autorganizzazione a tutti i livelli, dal più semplice al più complesso; che le interazioni di un organismo vivente con il suo ambiente siano interazioni cognitive, ossia mentali, per cui vita e cognizione appaiono connesse in modo inseparabile; che il pianeta terra nella sua interezza sia un sistema vivente autorganizzantesi, appaiono oggi ipotesi affascinanti che debbono trovare un posto anche nei saperi scolastici (...).

lunedì 25 maggio 2009

A conclusione del 1° cap. di "L'Europa nell'età globale" Antony Giddens si chiede a quali esperienze dei paesi menbri l'Europa dovrà attingere per costruire un nuovo Modello Sociale.


Un'Europa in grado di reggere la concorrenza con il resto del mondo dovrà prendere:

- dalla Finlandia il tasso di penetrazione delle Ict;

- dalla Germania la produttività industriale;

- dalla Svezia i livelli di uguaglianza;

- dalla Danimarca il tasso di occupazione;

- dall'Irlanda la crescita economica;

- dall'Italia la cucina, annaffiata con vino ungherese;

- dalla Repubblica Ceca il livello di cultura letteraria;

- dalla Francia il livello dei sevizi sanitari;

- dal Lussemburgo il livello del Pil pro capite;

- dalla Norvegia i livelli di istruzione (...);

- dalla Gran Bretagna lo spirito cosmopolita;

- da Cipro il clima.

La sottile sfumatura umoristica dell'elenco mi è sembrata davvero degna di essere citata.

martedì 19 maggio 2009

poesia

Una poesia a cui sono affezionato:

lentamente muore


Ancora su E-book

Leggo su oneweb 2.0. che Scribd aggiunge uno store per la vendita on-line di e-book

Questo il link:
http://www.oneweb20.it/19/05/2009/scribd-aggiunge-uno-store/

lunedì 18 maggio 2009

e-book

A proposito di e-book partendo dal link "schoolBarcamp" del post "Varie prossime date"di Andreas sono giunto al blog di Antonio Tombolini nel quale trovo una breve presentazione dal titolo: "la conquistata felice ambiguità dell’e-book" che segnalo.

domenica 17 maggio 2009

Nativi e immigrati digitali

La definizione di digital natives e digital immigrants è una metafora efficace, e perciò è entrata con successo nell’uso corrente, per descrivere il diverso approccio alle nuove tecnologie da parte delle nuove generazioni, cresciute nell’era di Internet, rispetto a quello delle generazioni cresciute al tempo del libro.
In realtà, ad essere immigrate sono le ICT. Il fenomeno, da un certo punto di vista, non è nuovo.
In fondo, semplificando (molto), si tratta di un’insieme di innovazioni tecnologiche che diffondendosi e diventando fenomeno di massa, stanno cambiando il modo di comunicare con ricadute in tutti gli aspetti della vita delle persone. Ma in passato l’introduzione di nuove tecnologie ha sempre determinato profondi cambiamenti nelle società. Si pensi alla scoperta del fuoco, all’uso dei metalli, all’introduzione della ruota, alla scrittura e poi alla stampa. Ma per restare a tempi a noi più vicini si pensi all’avvio dell’industrializzazione del nostro paese nel secondo dopoguerra e in particolare al fenomeno correlato della motorizzazione di massa. Mi pare si possa stabilire un parallelo tra quel fenomeno e quello attuale della diffusione delle ICT. Quando l’auto si diffuse negli anni ’60 trovò ad accoglierla una popolazione che si poteva come ora dividere in nativi e immigrati. I nativi come ora erano le nuove generazioni nate e cresciute con l’auto, gli immigrati gli adulti cresciuti prima del suo avvento e diffusione. Fu profondamente diverso l’approccio al mezzo e l’impiego che ne fecero le due categorie di utenti. Da una parte i giovani fecero diventare l’auto un oggetto di liberazione dai vincoli della distanza, un oggetto di divertimento e socializzazione, la personalizzarono, ne fecero un’alcova, dall’altra gli “adulti” la usarono come un mezzo che in qualche modo affermava il raggiunto benessere e la considerano un oggetto di lusso da utilizzare nei giorni di festa o comunque per occasioni particolari. Ci volle del tempo per farne un oggetto di tutti i giorni. Anche dal punto di vista della competenza e dell’abilità di guida le due categorie si differenziavano nettamente. A questo proposito ricordo, quando a metà anni ’70 presi la patente, il maestro di guida che si raccomandava di diffidare da quelli che portavano il cappello durante la guida (a portare il cappello non erano i giovani, era in uso presso la generazione precedente).
Per concludere penso che, con tutte le possibili distinzioni ed eccezioni, noi immigrati digitali, per quanto ci si possa impegnare, non potremo mai competere con le giovani generazioni. Loro hanno una marcia in più, mentre noi, come la generazione che ci ha preceduto, in testa … abbiamo il cappello.

mercoledì 29 aprile 2009